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Mi chiamo Giovanni Lorenzo Catalano, sono nato a Palermo il 15 Ottobre del 1969, sono sposato ed ho tre figli.

Sicuramente, non vi va di sprecare tempo a leggere la presente e mostrate molta riluttanza ed avversione, perchè, oramai, siete, con molta probabilità, stanchi della solita solfa.

Ma, solo un attimo per presentarmi, null'altro, sarà, poi, vostra cura, decidere se in diritto o in dovere di recarvi alle urne per votare.

Solo così, però, potete decidere, legittimamente, di rendere fattibile un mutamento. Attraverso il vostro voto, potete sottosrivere la scelta di un valido rappresentante, che possa operare, in nome e per conto, dei cittadini e decidere, con azioni riflessive, le giuste strategie di sviluppo e trasformazione, all'attuale stato di fatto della nostra amabile Palermo.

Partecipare attivamente significa crescere insieme e vivere insieme la nostra città, per il piacere e l'entusiasmo di tutti, per una Buona Vita, nel rispetto reciproco e condiviso di reale e concreta progressione.

Il tuo voto può fare la differenza, il tuo sostegno alla mia candidatura è traguardo di bene comune.

Questo mi ha spinto a intraprendere un percorso di coraggiosa politica, con la voglia di distinguermi dall'omologazione dell'insieme:
“De generis humani varietate nativa”.

Il distinguo è fondamentale per la costruzione positiva di un nuovo, valido e attivo Consiglio Comunale di Palermo: ”Risorgiamo dal passato per un autentico e rinnovato futuro!”

”Io credo in un progetto di cambiamento che possa stimolare e far crescere una comunità, dove cittadini e istituzioni collaborino in modo sinergico e costruttivo, in piena fiducia tra loro.

Affinché questo possa verificarsi é utile ed essenziale avviare un sistema dove la priorità assoluta sia il bene comune, dove ogni cittadino sia forza attiva e prevalente del sistema, dove pensiero ed azione possano finalmente integrarsi e tracciare l'inizio di un vero e proprio cambiamento, con il fine ultimo di costituire e soprattutto riuscire a mantenere un equilibrio di equità sociale per il bene e la crescita di tutti. , per tenere alta l'attenzione sulle nostre azioni, contemporaneamente, ai doveri di chi ha avuto delegato poteri e strumenti, per evitare che, scelleratamente, possa non ricordarsi di adempiere alle responsabilità assunte per impegno preso.

«Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me.»(Kant)

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A Palermo sono nato e a Palermo vivo.

E' una città poliedrica da mille e più mille meraviglie, con un passato storico ricco di culture e variegato da eccellenti dominazioni che hanno inorgoglito la città con pregevoli e monumentali opere.

Passeggiare per le vie della città significa respirare una molteplicità di odori e profumi che rievocano un passato di incantevoli splendori e stupefacenti sorprese, che si possono ben definire, ulteriormente, attraverso la degustazione dell'eredità culinaria che ci hanno tramandato i discendenti dei nostri dominatori. Questa è l'antitesi, ma....

“Crescendo iniziai a capire che a Palermo nulla è come sembra.

”
(Dalla serie tv La mafia uccide solo d’estate) Perché a volte, o forse spesso, dietro l'angolo, le meraviglie si trasformano in un confuso sbigottimento.

Allora, ecco che la favola, mostra un “THE END” incontrovertibile.

Strade dissestate, buche sui marciapiedi, spazzatura “qui & là”, lavori pubblici incompiuti, servizi al cittadino lasciati alla precarietà o all'incapacità di alcuni, progetti che non decollano, cittadini delusi, attempate promesse, amare delusioni.

Non imputo colpe ad alcuno, le istituzioni lavorano per migliorare la vivibilità della città, tanto è stato fatto, tanto è in programmazione e altrettanto tanto si programmerà, per una città sempre da migliorare.

E' pur vero, però, che noi tutti cittadini, nei vari ruoli che ricopriamo, poco collaboriamo e poco propensi siamo a collaborare, allorchè, veniamo sottoposti a nuove regole di condotta nell'interesse della convivialità di tutti.

Pertanto, nel mio doppio ruolo, in primis, di cittadino attento ed attivamente impegnato a dimostrare che “bene si può fare”, e successivamente, di persona in attesa di poter diventare partner ufficiale delle istituzioni, tengo molto a che la mia città possa, sempre di più, essere vestita di buono e di bello, per orgoglio nostro e per eredità ai nostri figli.

“Vivere per vivere, migliorando il presente per ottimizzare il futuro!”

E così sono propenso a credere che la mia città può essere di Più

  • • più pulita

  • • più spazi verdi e ludico-ricreativi

  • • più commercio

  • • più ricettività

  • • più dinamica

  • • più culturale

  • • più servizi

  • • più funzionale

  • • più efficiente

  • • più ricreativa

  • • più inclusiva

  • • più sociale

  • • più solidale

  • • più sportiva

  • • più rispettata e valorizzata.

Il rispetto primario, verso la nostra città, viene da noi cittadini che, responsabilmente, dobbiamo proiettare il nostro comportamento, attraverso la quotidiana gestualità, negli occhi dei nostri figli, per i quali dovremmo essere esempio di saggia virtù e sana moralità.

Rispettare vuol dire essere rispettati e vivere integrati in un sistema funzionante & funzionale, oltre che avvantaggiarsi di una qualità di vita migliore e meno stressante.

“Rispetto per te stesso, rispetto per gli altri, responsabilità per le tue azioni”. (Dalai Lama)

Troppo spesso ci lamentiamo per tutto quello che non ci piace e assistiamo a scene da far west nella nostra città, imputando sempre la colpa ai politici, che riteniamo dei parassiti, ed alle istituzioni, che giudichiamo mediocri ed inefficienti, ma è pur vero che noi tutti, indistintamente, non siamo certo nella condizione di poter “scagliare la prima pietra”...!

Quella di giudicare è un'abitudine tutta umana, è un input della mente. Se fossimo autocritici, tanto quanto critici, potremmo constatare quanto positivo potrebbe essere per la nostra crescita.

Troppo facile criticare! E' intrinseco di noi stessi.

L'ho fatto e lo faccio anche io, la tentazione ti fa vacillare, sono uomo e come tale, imperfetto!

Allora, contestualizziamo e rendiamoci conto di quanto torto c'è, nel nostro agire e nel nostro dire, quando additiamo altri con riprovazione!!!

Siamo “tutti” noi a dover, sinergicamente, combinare le nostre azioni con quelle degli altri per un effetto positivo.

ossiamo essere vincenti se riduciamo le ostilità e ci mostriamo più empatici ed assertivi.

Poi, magari, tutti insieme critichiamo meno e facciamo un po’ di più.

Chissà che troviamo il modo di migliorare la situazione. “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla.
Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.” (Paolo Borsellino)

Giovanni Lorenzo Catalano